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This article was written on 07 ott 2012, and is filled under Cosa puoi fare tu.

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Egregio Presidente …

Egregio Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana,
Prof. Mario Monti,
Abbiamo molto apprezzato la nota con cui Lei il 14 maggio scorso ha dato sostegno alle istanze della campagna #salvaiciclisti sottolineando i vantaggi economici derivanti dall’uso della bicicletta in ambito urbano e definendo la bicicletta come “mezzo di trasporto “intelligente”, sia dal punto di vista dell’impatto ambientale, sia a livello economico, dato che riduce sensibilmente i costi legati alla mobilità urbana, sia, aspetto non meno rilevante, per la salute degli individui.” 
Infatti, in questo periodo di crisi economica, per ridurre i costi derivanti dalla mobilità, molte persone fanno sempre più ricorso all’uso della bici, anche per andare al lavoro.
Purtroppo nel nostro Paese coloro che decidono di utilizzare la bici per recarsi al lavoro, si trovano a confrontarsi con una legislazione che, non solo non incentiva, ma addirittura penalizza chi utilizza questo mezzo di trasporto. In Italia, in caso di sinistro durante il percorso casa-lavoro effettuato in bicicletta, l’INAIL riconosce al lavoratore lo status di “infortunio in itinere” “purché avvenga su piste ciclabili o su strade protette; in caso contrario, quando ci si immette in strade aperte al traffico bisognerà verificare se l’utilizzo era davvero necessario” [nota INAIL ].
 Mentre nel resto d’Europa l’uso della bicicletta come mezzo di trasporto per recarsi al lavoro è sistematicamente incentivato e promosso, in Italia il lavoratore che decide di spostarsi senza inquinare e senza creare traffico, non solo non riceve alcun incentivo, ma deve farlo a proprio rischio e pericolo e senza tutele.
Allo scopo di mettere fine a questo anacronismo è in corso una campagna promossa dalla Federazione Italiana Amici della Bicicletta (FIAB) che chiede la modifica dell’art. 12 del D.Lgs. 38/2000 e di aggiungere al testo attuale la frase: “L’uso della bicicletta è comunque coperto da assicurazione, anche nel caso di percorsi brevi o di possibile utilizzo del mezzo pubblico”, esattamente come previsto per il lavoratore che si reca al lavoro a piedi.
La proposta della FIAB ha già raccolto oltre diecimila firme e ricevuto parere favorevole da parte di ben tre Regioni, tre Province e sedici Comuni tra cui Milano, Bologna e Venezia che ravvisano grande imbarazzo nel chiedere ai concittadini e ai propri dipendenti di usare la bicicletta senza poter garantire nel contempo adeguate tutele.
Con la presente chiediamo a Lei, al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e ai Presidenti di Camera e Senato di voler intervenire al più presto per porre fine a questa discriminazione che non ha eguali in Europa e di accogliere questa proposta di modifica legislativa.
Per ulteriori informazioni sul tema dell’infortunio in itinere per il pendolare in bicicletta, Le segnaliamo il sito internet www.bici-initinere.info  che è stato predisposto allo scopo di diffondere consapevolezza rispetto a questa campagna.
Confidando in una sua pronta risposta e auspicandoci condivisione nel merito, cogliamo l’occasione per salutarla cordialmente
————————–
Se anche tu ritieni che chi si reca al lavoro in bicicletta non debba essere vittima di discriminazioni invia questa lettera direttamente al Presidente del Consiglio, al Ministro competente e ai Presidenti di Camera e Senato:

  • e.olivi@governo.it
  • gabinettoministro@mailcert.lavoro.gov.it
  • fini_g@camera.it
  • schifani_r@posta.senato.it

Inoltre puoi contribuire alla diffusione di questa iniziativa attraverso il tuo blog, il tuo sito internet oppure attraverso il tuo account di Facebook o di Twitter usando in questo caso l’hashtag #in_itinere.

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29 commenti

  1. attilio
    14 giugno 2012

    Vieni con noi in bicicletta a verificatre qual’è lo stato di abbandono della Mobilità Ciclabile in Italia.
    Manca una legge specifica Nazionale che protegga questo mezzo di comunicazione.
    Wiva il “salva i coclisti”

    • Silvia Gaggero
      19 giugno 2012

      A Genova le piste ciclabili non esistono… o meglio mùne esiste qualche centinaio di metri che inizia dal nulla e finisce nel nulla in sone non frequentate… che si deve fare?

  2. Giancarlo Molineli
    14 giugno 2012

    E’ incredibile di come, paese – Italia, siamo arretrati anni luce rispetto ai paesi del Nord Europa. Dunque mi chiedo cosa attendono le forze politiche ” civili” e democratiche ad intervenire per sanare una situazione in Italia a dir poco anacronistica.
    inoltre chiedo a Lor signori se intendano , almeno per una volta, a sbrigarsi nel fare qualche cosa di utile per il loro paese..!
    Grazie G.M

  3. Davide
    14 giugno 2012

    Mi sono sempre domandato perchè in Italia le azioni di chi si adopera per il prossimo e per l’ambiente non vengono giustamente considerate. Pare ovvio eppure…

  4. stefano caciolli
    14 giugno 2012

    ho vissuto personalmente l’esperienza di subire incidenti in bicicletta e di non veder riconosciuto lo status “in itinere”: non è giusto, si tratta di una discriminante sostanziale.

  5. Susanne John Santi
    14 giugno 2012

    Proviamoci!!!

  6. Monica Capitani
    14 giugno 2012

    una richiesta tecnica per un governo tecnico

  7. Biagio Trek Bike
    15 giugno 2012

    LA BICICLETTA E’ UN VEICOLO A TUTTI GLI EFFETTI, RICONOSCIUTO DAL CODICE DELLA STRADA, IL CICLISTA E’ UN UTENTE DELLA STRADA CON GLI STESSI DIRITTI E LA STESSA DIGNITA’ DEGLI ALTRI UTENTI DELLA STRADA, ELIMINATE QUESTA ASSURDA DISCRIMINAZIONE DELL’INFORTUNIO IN ITINERE PER IL CICLISTA!!!!!!!

  8. Antonio
    15 giugno 2012

    Credevo già lo fosse….visto che un ciclista dve rispettare il codice della strada, la bici è un veicolo a tutti gli effetti. Allora perchè le multe si e i diritti no?

  9. aldo
    15 giugno 2012

    Proviamoci anche se contiamo poco visto che non consumiamo carburante,forse finalmente qualcuno ci ascolterà con la crisi non si sa mai.

  10. Massimo
    16 giugno 2012

    Incentivare la mobilità sostenibile dev’essere un dovere del nostro Governo ed un diritto di noi cittadini: se i soldi pubblici venissero usati coerentemente per la costruzione di piste ciclabili, l’utilizzo della bicicletta diminuirebbe la circolazione delle auto nel centro città e ne gioverebbe anche l’ambiente.

  11. GIOVANNI MASI
    16 giugno 2012

    RITENGO GIUSTO CHE SI TUTELI IL CICLISTA SEMPRE DI PIU’ CON PIU’ CICOLABILI E L’ASSICURAZIONE INAIL VISTO I VARI VANTAGGI CHE PORTA L’USO DELLA BICILETTA: NON INQUINAMENTO, NO STRESS DA TRAFFICO E PARCHEGGIO, AMPIA MOBILITA’, SANA ATTIVITA’ FISICA. VIVIAMO LA BICI!

  12. giampaolo turri
    16 giugno 2012

    Negli ultimi anni ho fatto parecchie vacanze in bicicletta in Austria, Germania, Olanda, Danimarca e bisogna riconoscere che in questi paesi l’uso della bicicletta è veramente diffusissimo, non tanto per fare attività sportiva, come da noi, ma piuttosto per gli spostamenti di tutti i giorni, per il lavoro, per accompagnare a scuola i bimbi, per fare la spesa, anche perchè ci sono moltissime ciclabili e un rispetto assoluto per i ciclisti, che sono veramente tanti. Impariamo da chi, nonostante un clima sfavorevole, non esita a spostarsi in bici per le proprie necessità di spostamento.

  13. GABRIELLA TRITTA
    17 giugno 2012
  14. Graziano Pozzi
    17 giugno 2012

    Non possiedo più l’ auto da un paio d’anni, francamente non mi manca, l’auto è un lusso che non mi posso più permettere o forse il lusso è non averla più chi lo sa? Si, sono privilegiato, lavoro a circa 4 km da casa e abito in una graziosa cittadina della provincia italiana congestionata dal traffico. Per turismo riesco a muovermi con il treno+bici.Certo visitando siti di paesi del nord Europa con climi anche peggiori del nostro schiatto d’invidia per quanto viene valorizzata la bici. In Italia non si fa nulla o poco se non parole. Domanda: se da domani gli italiani iniziassero a usare in modo massiccio la Bici, i vari governi tecnici o meno dove andrebbero a prelevare le tasse che ora gravano cosi pesantemente sulla benzina? In realà credo, mi piacerebbe sbagliare, che ai vari governi convenga una massa che continui a consumare grandi quantità di benzina.

    • initinere
      18 giugno 2012

      Devo dire che per come stanno le cose “la benzina” fà girare l’economia.
      Ma la vera rivoluzione è la bicicletta: non solo perchè democratica ed ecologica
      ma sopratutto perchè ci invita a rivedere i tempi della nostra quotidianeità.
      La bicicletta è destinata a costituire l’auto: è solo questione di tempo.
      In attesa lottiamo per il riconoscimento dei nostri diritti.

  15. mimma moroni
    17 giugno 2012

    I ciclomobilisti italiani sono eroi che per il bene proprio e altrui rischiano quotidianamente la pelle, considerati come sono, d’intralcio per la mobilità veloce, rompiscatole per le amministrazioni locali e voci troppo deboli per i governi nazionali insensibili a problematiche oggigiorno di primaria importanza per la “salute” dell’ambiente e di rimando per quella di tutti i cittadini.Poichè la mia speranza che la mobilità sostenibile sia “sostenuta” e favorita adeguatamente, è pari zero, mi auguro solamente di dovermi ricredere.

  16. Ruggero Delladio
    18 giugno 2012

    In marzo sono caduto in bicicletta (non avevo visto un buco non segnalato sulla strada, del resto la viabilità ciclistica a Verona è penosa) e a tutt’oggi ho ancora in corso un contenzioso con INAIL che non riconosce come incidente in itinere il mio incidente, perchè asserisce non essere avvenuto nel percosro casa – lavoro.
    Sicuramente non era il percorso che avrei fatto in automobile (più lungo e pericoloso), ma era e rimane (perchè continuo a percorrerlo) il percorso più breve e sicuro per andare a lavorare.
    Spesso mi sembra ci sia una specie di accanimento nei confronti dei ciclisti, non quelli della domenica che si spostano in frotte su tutte le strade, ma quelli che giornalmente per scelta si spostano nel traffico cittadino a proprio rischio e pericolo.

    • initinere
      18 giugno 2012

      Ciao Ruggero,
      sono daccordo con te, i ciclisti che usano la bici tutti i giorni sono quelli “più pericolosi”.
      Non foss’altro perchè impongono alle amministrazioni un ripensamento della rete stradale.
      In ogni caso se hai voglia di raccontarci la tua storia (anche in forma anonima) ti invito a scriversi
      su redazione@bici-initinere.info

  17. Normnno Bartoli
    18 giugno 2012

    Vado normalmente al lavoro in bici anche in inverno (a parte quando diluvia, una volta all’anno al massimo) perchè Imola ha una rete di piste ciclabili notevole. Il problema, qui da noi almeno, è un altro: chi va in bici viene guardato con disprezzo dagli altri, come se fosse una persona di rango inferiore solo perchè non può dimostrare il suo stato sociale rombando al semaforo con 100 cavalli sotto il sedere. Comunque a me e mia mogli non interessa: continuiamo a muoverci in città esclusivamente in bici, utilizzando l’auto solo per le gite fuori porta che non sia possibile effettuare in treno. E’ una scelta di vita: antistress e di rispetto dell’ambiente e non da “braccino corto” come pensa qualcuno.

  18. [...] hanno lanciato ieri assieme a Ecf e #salvaiciclisti, un campagna partita con l’invio di una lettera al Presidente del Consiglio Mario Monti comparsa contemporaneamente su quasi 200 blog.Iì Obiettivo? Favorire un piccolissimo correttivo [...]

  19. maurizio univr
    18 giugno 2012

    piste ciclabili scarsamente presenti, presenti e non rispettate(camion e auto le usano come parcheggio, anche non in doppia fila!), se ne parla per l’inquinamento e problemi di traffico, ma non si fa abbastanza: PERCHE ???

    • initinere
      19 giugno 2012

      Le biciclette sono la cenerentola del traffico urbano, nonostante siano il mezzo migliore per spostarsi, rapido (quando il percorso è nei 6 km) e socialmente utile. E’ però indispensabile che si raggiunga una massa critica che faccia emergere il problema e che costringa le amministrazioni ad intervenire. In questo senso questa campagna ha come obbiettivo quello di incentivare l’uso quotidiano della bicicletta (perché di questo abbiamo bisogno). La copertura assicurativa è il primo passo.

  20. [...] al Presidente del Consiglio, al Ministro competente e ai Presidenti di Camera e Senato la lettera ufficiale ai seguenti indirizzi e-mail: e.olivi@governo.it; gabinettoministro@mailcert.lavoro.gov.it; [...]

  21. Ida tedesco Zammarano
    24 giugno 2012

    Le nostre richieste riceveranno tutta l’attenzione che meritano quando noi ciclisti urbani saremo sempre più numerosi: un esercito pacifico che si snoda per le strade di città e paesi.
    Usare la bicicletta rende più felici, una felicità speciale, che fa sentire anche un pò bambini.

  22. fabia
    3 luglio 2012

    Ho avuto un incidente in itinere, in bicicletta, il 17 maggio u.s., all’uscita dal posto di lavoro ed ho appena saputo che l’inail non mi ha riconsciuto l’infortunio.
    Oltretutto, probabilmente, non avrò neanche il risarcimento dell’assicurazione visto che l’automobilista che mi ha fatto cadere non si è fermato. Quindi mi trovo doppiamente beffata!!
    Mi chiedo se valga la pena presentare opposizione o se è tempo perso!!

    • initinere
      4 luglio 2012

      Cara Fabia,
      immagino che il tua esperienza ti abbia demoralizzata. Cosa più che comprensibile, visto che al gesto nobile nell’uso della bicicletta non segue la tutela. In ogni caso se credi che far emergere il problema e chiedere a gran voce il riconoscimento della copertura assicurativa Inail per tutti i lavoratori che usano la bicicletta sia un primo passo importante, ti invito a contattarci per una intervista telefonica (redazione@bici-initinere.info).

      La Redazione

  23. eva
    6 luglio 2012

    ogni mio rispetto a chi va in bicicletta in città e non solo a passeggio la domenica. Però vorrei farvi notare una cosa: l’INAIL non è che non prenda in considerazione l’incidente subìto dalla persona che usa la bicicletta per fare il tragitto casa-lavoro, ma non considera alcun mezzo all’infuori i mezzi pubblici! Qui non si tratta di una discriminazione delle biciclette, ma di una regola dell’INAIL a classificare gli infortuni. Questa è una regola dell’INAIL: se il tagitto casa-lavoro lo puoi fare con i mezzi pubblici e tu opti a un altro mezzo di trasporto, col motore o non, non puoi più aspirare al risarcimento INAIL in caso di incidente. La bicicletta è un mezzo di trasporto come gli altri, pur essendo più ecologica, ma comunque un mezzo di locomozione che ha i suoi diritti ma anche i suoi doveri e deve rispettare le regole del traffico (sensi unici, marciapiedi e via di seguito). Pertanto, deve sottostare anche alle – pur assurde – regole dell’INAIL in materia di distinzione di infortunio-incidente stradale. Purtroppo, è così …. andrebbe combattuto la classificazione degli infortuni ex toto, e non solo inerentemente alle biciclette ….

  24. Guido
    10 luglio 2012

    Ogni giorno vado al lavoro in bici e sui 30 km di andata e ritorno cerco di rispettare l’ambiente e il prossimo con emissioni zero , ma essendo la val d’alpone una strada stretta e trafficata una buona dose di smog e pericolo non posso schivarli.
    Basterebbe rendere ciclabili gli argini dei torrenti e con poca spesa si potrebbe circolare con beneficio di tutti , ma qui siamo in europa solo di nome…
    .

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