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Nuove tutele per chi va al lavoro in bici!

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L’utilizzo della bicicletta come mezzo di trasporto per recarsi al lavoro è una buona abitudine da diffondere quanto più possibile nelle nostre città. Perché rende meno caotici i nostri centri urbani, alleggerisce il problema del traffico e dell’inquinamento. E, in un ambiente più sano, aiuta chi la utilizza a mantenersi in salute.

In Italia, tuttavia, non è sempre tutto facile per i lavoratori-ciclisti. Infatti la legislazione attuale consente il riconoscimento dell’infortunio in itinere e di conseguenza la corresponsione del relativo indennizzo solo nei seguenti casi: assenza o insufficienza dei mezzi pubblici di trasporto; – non percorribilità a piedi del tragitto casa e lavoro e viceversa; – incidente avvenuto solo all’interno di piste ciclabili o di zone interdette al traffico.

Le condizioni sono talmente restrittive che disincentivano l’utilizzo della bicicletta per raggiungere il luogo di lavoro in quanto solo in pochissimi casi viene riconosciuto l’infortunio in itinere e la relativa indennità, penalizzando proprio il mezzo che non inquina, non congestiona i centri abitati e non rappresenta quasi alcun pericolo per gli altri utenti della strada.

Considerando anacronistica tale norma la Fiab (Federazione Italiana Amici della Bicicletta) sin dal 2007 si batte per vedere riconosciuta la tutela, legale ed assicurativa, di chi subisce un infortunio in bicicletta durante il tragitto casa-lavoro.

Per questa ragione nel 2010 Fiab ha raccolto 12.000 firme e nel 2012 ha lanciato una nuova offensiva di sensibilizzazione al tema con un sito dedicato – www.bici-initinere.info – che ha portato l’adesione alla campagna di oltre un centinaio di enti (tra Comuni, Province e Regioni) e di numerose e illustri personalità della cultura e dello spettacolo.

E’ chiaro che la legge va cambiata perché non risponde più alle esigenze sociali ed economiche di uno Stato moderno che pone attenzione:

– all’impatto ambientale (inquinamento acustico, atmosferico ed emissione del gas serra);

– ai costi legati alla mobilità urbana (benzina, ticket parcheggio);

– alla tutela della salute dei cittadini (aspettativa di vita più lunga, riduzione dello stress);

– alla riduzione del traffico sulle strade (decongestione del traffico, riduzione degli incidenti in itinere).

Per i motivi indicati Diego Zardini ha presentato una proposta di legge, sottoscritta da 30 deputati del PD, di Sel e di Scelta Civica e condivisa dalla Federazione italiana amici della bicicletta (Fiab), finalizzata a liberare dai condizionamenti normativi l’uso della bicicletta per recarsi al lavoro. Quindi, non più l’uso necessitato della bicicletta ma una tutela assicurativa da parte dell’Inail completa nei confronti dei lavoratori che usano la bicicletta nel percorso casa e lavoro e viceversa.

I deputati che hanno condiviso e sottoscritto la proposta di legge Zardini sono: GANDOLFI Paolo; ARLOTTI Tiziano; BONOMO Francesca; BRAGA Chiara; BRATTI Alessandro; CARRA Marco; CASELLATO Floriana; CENNI Susanna; CIVATI Giuseppe; COMINELLI Miriam; DAL MORO Gian Pietro; D’ARIENZO Vincenzo; DECARO Antonio; GADDA Maria Chiara; GUERINI Giuseppe; MAESTRI Patrizia; MANZI Irene; MAURI Matteo; MOGNATO Michele; MONTRONI Daniele; NARDUOLO Giulia; PELLEGRINO Serena; QUARTAPELLE PROCOPIO Lia; RAMPI Roberto; ROTTA Alessia; RUGHETTI Angelo; SANNA Giovanna; VELO Silvia; ZANIN Giorgio; ZAPPULLA Giuseppe.

La proposta di legge ha un ampio interesse generale perché pone attenzione nei confronti dell’ambiente, della salute dei cittadini, dei centri urbani e dei lavoratori. La prospettiva è quella di migliorare la qualità della vita delle persone e, quindi, delle città e del paese. Numerose sono le esperienze effettuate nelle città europee che hanno applicato alcune misure a favore delle biciclette con il risultato di ridurre l’uso individuale della macchina e l’emissione di gas con effetto serra, dimostrando così che l’uso sfrenato dell’automobile non garantisce la mobilità della collettività e la salute dei cittadini.

Non è sufficiente aver presentato la proposta di legge, la quale può anche non essere messa in calendario e discussa nella Commissione competente e nel Parlamento così come è avvenuto nella precedente legislatura nonostante l’ampio consenso espresso dai cittadini e dagli enti locali alla Fiab. Occorre realizzare una grande mobilitazione a sostegno della proposta di legge affinché inizi al più presto l’iter parlamentare. A tal fine si segnalano le seguenti iniziative da sostenere:
– In Facebook è nata la pagina
Al lavoro in bicicletta con l’adesione di circa 2.200 persone;

– In Change-org.it è stata lanciata la petizione Al lavoro in bicicletta da sottoscrivere;

– Sempre in Change-org.it vi è una mozione rivolta ai consiglieri provinciali e comunali da presentare ed approvare nei rispettivi consigli.

I consiglieri provinciali e comunali possono trasmettere la delibera di approvazione ai seguenti indirizzi: staff@bici-initinere.info oppure lavoroinbicicletta@gmail.com

Abbiamo bisogno di tutta la vostra collaborazione affinché la proposta di legge venga discussa e approvata al più presto per l’importanza che riveste per il paese.

 

Link utili

Al lavoro in bicicletta su Facebook

https://www.facebook.com/#!/allavoroinbicicletta?fref=ts

Petizione da sottoscrivere su change.org

http://chn.ge/N2MdGb

Mozione per i consiglieri provinciali e comunali

http://goo.gl/G2aull

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This entry was posted on 17 marzo 2014 by in In_itinere, News.

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